La mostra

La mostra – curata in origine dall’amico ed editore Robert Delpir e realizzata in collaborazione con la Fondazione Henri Cartier-Bresson – è composta da 140 scatti che ci aiuteranno ad immergerci nel suo mondo, per scoprire il carico di ricchezza di ogni sua immagine, testimonianza di un uomo consapevole, dal lucido pensiero, verso la realtà storica e sociologica.

“Sono solo un tipo nervoso, e amo la pittura.” …”Per quanto riguarda la fotografia, non ci capisco nulla” (cit. Henri Cartier Bresson).

Non capire nulla di fotografia significa, tra l’altro, non sviluppare personalmente i propri scatti: è un lavoro che lascia agli specialisti del settore. Non vuole apportare alcun miglioramento al negativo, non vuole rivedere le inquadrature, perché lo scatto deve essere giudicato secondo quanto fatto nel qui e ora, nella risposta immediata del soggetto.

Per Cartier-Bresson la tecnica rappresenta solo un mezzo che non deve prevaricare e sconvolgere l’esperienza iniziale, reale momento in cui si decide il significato e la qualità di un’opera.

Henri Cartier-Bresson non torna mai ad inquadrare le sue fotografie, non opera alcuna scelta, le accetta o le scarta. Nient’altro. Ha quindi pienamente ragione nell’affermare di non capire nulla di fotografia, in un mondo, invece, che ha elevato quest’arte a strumento dell’illusione per eccellenza.

I suoi scatti colgono la contemporaneità delle cose e della vita. Le sue fotografie testimoniano la nitidezza e la precisione della sua percezione e l’ordine delle forme. "Fotografare, è riconoscere un fatto nello stesso attimo ed in una frazione di secondo e organizzare con rigore le forme percepite visivamente che esprimono questo fatto e lo significano. E’ mettere sulla stessa linea di mira la mente, lo sguardo e il cuore".

L’obiettivo del curatore della rassegna Denis Curti è far conoscere e capire il modus operandi di Henri Cartier-Bresson, la sua ricerca del contatto con gli altri, nei luoghi e nelle situazioni più diverse, alla ricerca della sorpresa che rompe le nostre abitudini, la meraviglia che libererà le nostre menti, grazie alla fotocamera che ci aiuta ad essere pronti a coglierne e ad immortalarne il contenuto.

Sede

Chiamato da Papa Clemente XII per ridisegnare il profilo e migliorare le funzioni del porto di Ancona, Luigi Vanvitelli inizia nel 1732 il Lazzaretto della città, una struttura che vedeva abbinate le funzioni sanitaria e difensiva, costruendo in tutto e per tutto un’isola artificiale. Nel novembre del 1736 l’isola è pronta, e l’anno dopo inizia a svolgere la funzione di magazzino mentre proseguono i lavori. Nel maggio del 1738 il perimetro è compiuto, e l’intero edificio viene consegnato, ultimato, il 13 febbraio del 1743.

La sua funzione, in quei tempi, era principalmente sanitaria: le merci e le persone sono ospitate al suo interno e iniziano a popolarlo con gran vivacità, fino a che, gradualmente nel corso del XIX secolo, non prevale la funzione militare e difensiva dell’edificio che nel 1860 è al centro della battaglia per la presa di Ancona.

Dopo quella data, il Lazzaretto viene affidato al Comune di Ancona e si trasforma in magazzino, funzione per la quale subisce numerose modifiche specie nelle proporzioni delle stanze e delle porte. Ma non è finita, perché nel 1884 una nuova funzione impegna l’edificio, quella di raffineria degli zuccheri: sorgono le ciminiere all’interno della corte e con il passare del tempo, anche a seguito della crisi che segue il primo conflitto mondiale, il Comune ipotizza la vendita a privati come edificio industriale (metallurgia, container…). Alla fine però, nel 1927, si opta per la vendita al Demanio dello Stato e tra il 1940 e il 1955 il Lazzaretto è, prima, magazzino dell’esercito e, poi, Magazzino dei Tabacchi Greggi. Arrivano quindi ulteriori modifiche, interventi strutturali, ridimensionamenti cui La Mole fa fronte con una personalità capace di garantirne il carisma architettonico. Dagli anni Cinquanta al 1990 vengono apportate numerose modifiche alla struttura, soprattutto al fine di aumentare la capacità di immagazzinamento fino a che, meglio tardi che mai, nel 1989 l’edificio è affidato alle mani della Soprintendenza che avvia un iter di restauro con l’intento di recuperarne le linee e gli intenti principali. Poco dopo, il Lazzaretto è acquisito dal Comune di Ancona (1990) che negli anni, grazie al sostegno costante della Fondazione Cariverona, mette a punto un’opera di restauro attenta e coerente, restituendo via via alla fruizione pubblica spazi espositivi, congressuali, sociali.

Fotogallery

Info

Henri CARTIER-BRESSON Fotografo

Date: 8 Marzo – 17 Giugno 2018

Sede: La Mole Vanvitelliana - Banchina Nazario Sauro, 28 - 60121 Ancona

Orari: Dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19. Lunedì chiuso.
La mostra sarà straordinariamente aperta lunedì 2 Aprile 2018
La biglietteria chiude alle ore 18

Biglietto PRENOTALO ORA:
Intero € 9,00
Ridotto € 8,00 per gruppi (min. 12 persone), titolari di apposite convenzioni, giornalisti non accreditati, possessori del biglietto della mostra Robert Doisneau: le Temps Retrouvé Senigallia Palazzo del Duca (29 marzo – 2 settembre 2018)
Ridotto speciale € 3,00 per scuole e minori di 18 anni
Gratuito per minori di 6 anni, docenti accompagnatori, disabili+accompagnatore, giornalisti accreditati, guide turistiche con patentino

Open € 10,00, valido per un ingresso in qualunque giorno e orario fino al 17 giugno 2018 Prenota

Prevendita: € 1,00 a persona

Info e prenotazioni mostra: mostre@civita.it

Didattica: Visita guidata per classi pari o inferiori alle 25 unità € 4,00
Visita guidata con laboratorio per classi pari o inferiori alle 25 unità € 6,00
Le quote di adesione si intendono a studente, è escluso l'importo del biglietto di ingresso (ridotto speciale €3,00), per accompagnatori, docenti e disabili gratuito
Visita guidata per gruppi fino a 25 unità € 80,00
Visita guidata in inglese o tedesco per gruppi fino a 25 unità € 120,00
Sono previste riduzioni per l'adesione di due o più classi provenienti dallo stesso istituto

Info per visite guidate e laboratori:
Tel. 333 1203152 (attivo dal martedì alla domenica 14.00 - 19.00)
info@museieducativi.it
http://museieducativi.it/

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